Comunicazioni

Presa di posizione CELI sull’ambiente

Presa di posizione del Sinodo della CELI sul tema ecologia e sostenibilità nelle nostre Comunità:

1. “Riconosciamo che abbiamo peccato nei confronti delle buone intenzioni di Dio con il suo creato e prendiamo atto che stiamo puntando verso una catastrofe globale irreversibile.“

2. “Ci impegniamo a cambiare il nostro stile di vita personale attraverso misure concrete, per vivere e agire in maniera più equa.”

3. “Ci informiamo, impariamo gli uni dagli altri (es: ‘Come diventare un‘‚Eco-Famiglia‘ Comunità di Verona). Nominiamo un referente per l’ambiente nelle nostre Comunità e a livello della CELI.“

4. “Creiamo reti a livello locale e interregionale con altri attori (Chiese, istituzioni). Quando celebriamo e agiamo, lo facciamo nella consapevolezza del processo conciliare di pace, giustizia e
mantenimento del creato.”

5. “Come Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) difendiamo gli interessi del creato che Dio ci ha affidato nei confronti della politica e della società.”

Stellungnahme der ELKI über die Umwelt
Stellungnahme der Synode der ELKI zum Thema Ökologie und Nachhaltigkeit in unseren Gemeinden:

1. „Wir bekennen, dass wir uns an Gottes guter Schöpfungsabsicht versündigt haben und nehmen wahr, dass wir auf eine unumkehrbare globale Katastrophe zusteuern.“

2. „Wir verpflichten uns, unseren eigenen Lebensstil durch konkrete Maßnahmen zu ändern, gerechter zu leben und zu handeln.“

3. „Wir informieren uns, lernen miteinander und voneinander (Bsp.: „‚Eco-Familie‘ werden, Gemeinde Verona). Wir setzen in unseren Gemeinden und auf ELKI-Ebene Umweltbeauftragte ein.“

4. „Wir vernetzen uns lokal und überregional mit Anderen (Kirchen, Institutionen). Wo wir als Kirche feiern und handeln, tun wir das im Bewusstsein des konziliaren Prozesses von Frieden, Gerechtigkeit und der Bewahrung der Schöpfung.“

5. „Wir treten als Evangelische lutherische Kirche in Italien (ELKI) in der uns von Gott anvertrauten Welt für die Belange der Schöpfung gegenüber Politik und Gesellschaft ein.“

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No alla plastica da imballaggio

No alla plastica da imballaggio

La Glam, commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, appoggia la mobilitazione lanciata dalla Spagna
La Commissione Globalizzazione Ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia ha intesto appoggiare la campagna lanciata, per i giorni 3-9 giugno, da Zero Waste Spagna, per il boicottaggio della plastica “usa e getta”.
Il documento che sta alla base dell’iniziativa denuncia alcuni casi che hanno colpito l’opinione pubblica negli ultimi tempi: dalle balene arenatesi avendo ingerito materiali plastici al ritrovamento di rifiuti plastici stoccati impropriamente anche in Italia. «Nell’ultima settimana – si legge nel testo dei promotori – ho visto il prezzemolo infilato in una scatola di plastica, dolci confezionati singolarmente inseriti all’interno di un contenitore più grande, le mele sono vendute come se fossero palle da tennis, o pomodori nel vassoio e pellicola. Quindi, non importa quanto una persona voglia liberarsi della plastica al momento dell’acquisto, è impossibile. Non ci stanno rendendo facile la vita». E tuttavia, prosegue il documento, «Cosa succederebbe se dal 3 al 9 giugno ci unissimo e non consumassimo prodotti confezionati in plastica usa e getta?».
L’invito è quindi a trovare forme alternative di consumo, cominciando dal pianificare con anticipo i propri acquisti, per non essere costretti, nella fretta, a orientarsi verso i prodotti imballati in plastica. Si possono, anzi, trovare le alternative con più ponderazione. Altra operazione possibile: portare con sé i contenitori per evitare di metterne in circolazione altri, in materiale magari non degradabile.
Tutte queste indicazioni di comportamento sarebbero limitate se si arrestassero dopo una settimana di mobilitazione, e per questo il documento fa riferimento alla “teoria dei 21 giorni”: una buona pratica, se viene messa in pratica almeno per una tale durata, non si presenta più come occasionale, ma viene a far parte della routine e ha più probabilità di diventare pratica comune e regolare, sostenibile da altri. «Cosa succede se cambiamo quell’abitudine per sempre? Cosa succede se milioni di persone lo fanno? Ci troveremmo di fronte alla vera fine della contaminazione da parte della plastica».
Si fa notare, da parte della Commissione Glam, che intanto il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la direttiva «Sup» (21 maggio), relativa alle plastiche monouso, tesa a prevenire la loro diffusione con particolare riferimento proprio all’ambiente marino.

di Riforma del 05 giugno 2019

Pronti a fare la nostra parte

Articolo di Gian Mario Gillio
Originale all’indirizzo riforma.it

Roma (NEV/Riforma.it), 7 gennaio 2019 – “Abbiamo affrontato i colloqui con l’equipaggio e le persone a bordo della Sea Watch con gratitudine, gioia, imbarazzo, anche tanta tristezza”, così ha detto la vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Christiane Groeben, raggiunta telefonicamente a Malta al termine dell’incontro con le persone ancora a bordo della Sea Watch 3.  Due imbarcazioni sono partite da Malta nell’ambito dell’Alleanza United4Med a sostegno della nave che ormai da molti giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo centrale il 22 dicembre scorso. Groeben è salita a bordo della Sea Watch 3 nella mattinata del 4 dicembre insieme a una delegazione di parlamentari europei tedeschi, di giornalisti internazionali e di attivisti della società civile.

“La FCEI – prosegue – ha recentemente siglato un accordo di partenariato con Sea Watch per dare concretezza alle sue attività umanitarie. Non eravamo sicuri di riuscire a incontrare le persone a bordo. Le loro condizioni di salute e psicologiche e l’affaticamento per l’estenuante navigazione non garantivano la possibilità di poter parlare con loro. La nostra visita quel giorno era condizionata anche dall’imminente cambio d’equipaggio: gli ospiti dovevano essere avvisati, sostenuti psicologicamente per l’allontanamento del personale amico e per il fatto che la discesa dalla nave era una condizione a loro negata”.

Malgrado le difficoltà l’incontro è poi avvenuto?

Hanno deciso di farlo. In quel momento loro si trovavano a poppa e noi in coperta. La delegazione – oltre alla mia rappresentanza come Federazione delle chiese evangeliche in Italia – era composta da cinque membri del Parlamento tedesco di diversi schieramenti politici e da un membro del Parlamento europeo. C’erano anche giornalisti e troupe televisive. Non è stato facile rispondere alle loro domande non potendo dare risposte certe, sia sul futuro sia su quando sarebbe finito il loro peregrinare, sul perché nessun paese civile e democratico volesse accoglierli dando loro un porto sicuro.

Tra le storie ascoltate ne ricorda una in particolare?

Quella di un ragazzo sedicenne, partito dalla Guinea e sedicesimo figlio della quarta moglie del padre, che per via della povertà e dei pochi mezzi di sostentamento a disposizione ha deciso di fuggire dal suo paese con la speranza di poter trovare condizioni di vita migliori e per poter aiutare la sua famiglia. Al di là dei singoli racconti le persone incontrate mostravano serenità e molta gratitudine verso l’equipaggio che ha fatto un ottimo lavoro di accompagnamento medico e psicologico soprattutto ai bambini spaesati dalla lunga permanenza in nave e per la presenza delle navi di sostegno, viste inizialmente come minacce per possibili rimpatri.

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Inni di Avvento

Inno di Avvento eseguito in una della comunità della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI):
la Chiesa Cristiana Protestante di Milano.

Trovate gli altri inni di Avvento sul sito della Federazione Luterana Mondiale. Ogni inno è offerto da una della Chiese (nazionali) che sono parte della Federazione e costituisce un percorso musicale quotidiano per tutti coloro che aspettano di celebrare il Natale.
Inni di Avvento

Petizione per le Catacombe di Napoli

Lettera aperta a Papa Francesco

Santo Padre,

Ci appelliamo a Lei per risolvere una spiacevole vicenda che da alcuni giorni trova spazio sulla stampa locale e nazionale.

La Commissione Pontificia di Archeologia Sacra ha rivendicato il 50% degli incassi delle Catacombe di San Gennaro di Napoli, che da alcuni anni sono affidate alla gestione di una cooperativa di giovani del Rione Sanità di Napoli.

Non compete a noi entrare nel merito di questioni formali, ma sentiamo il dovere di fornire alcuni elementi di riflessione per rivedere questa richiesta che appare economicamente insostenibile.

Continua a leggere e firma la petizione a questo indirizzo