Comunicazioni

Campo giovani 2020 a Bolzano

Chiesa Evangelica Luterana in Italia – Evangelisch-Lutherische Kirche in Italien
Campo giovani
Da domenica 28 Giugno a venerdì 3 Luglio 2020,
presso la Casa della comunità a Bolzano, via Col di Lana 10, 39100 Bolzano

Quota di partecipazione: 50 € a partecipante di età fra i 13 e i 18 anni
Il campo giovani viene sponsorizzato dalla CELI. Vi preghiamo di informarvi se anche le vostre comunità sostengono con contributi questo progetto comune. Anche i costi del viaggio vengono sostenuti dalla ELKI
Il viaggio di andata è previsto il 28/ 6 fino alle ore 17.00 e il viaggio di ritorno è previsto il 3/7 dopo la colazione.

Materiale sul sito della CELI:

https://www.chiesaluterana.it/2020/01/16/jugendfreizeit-der-elki/

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC)

Ci trattarono con gentilezza

276 persone diverse e in disaccordo tra loro, approdano insieme e “tutti arrivarono a terra sani e salvi” (Atti 27, 44). Imbarcati sulla stessa nave, essi arrivano alla stessa destinazione, dove l’ospitalità degli isolani rivela l’unità del genere umano.
Mentre si radunano attorno al fuoco, circondati da persone che non li conoscevano e neppure li comprendevano, le differenze di potere e di condizione svaniscono. Le 276 persone non sono più alla mercé di forze indifferenti, ma vengono abbracciate dall’amore e dalla provvidenza di Dio, resi concreti da queste persone che li trattano “con gentilezza” (Atti28, 2). Infreddoliti e bagnati, possono ora scaldarsi e asciugarsi attorno al fuoco, ricevere ristoro, ed essere tenuti al riparo finché non possano riprendere il viaggio con sicurezza.
Oggi molte persone affrontano gli stessi pericoli nello stesso mare. I medesimi luoghi citati nelle Scritture (Atti 21, 1; 28,1) caratterizzano le storie dei migranti di oggi. In varie parti del mondo, molte persone affrontano viaggi altrettanto pericolosi, per terra e per mare, per scampare a disastri naturali, guerre e povertà. Anche le loro vite sono in balìa di forze immense e altamente indifferenti, non solo naturali, ma anche politiche, economiche e umane. L’indifferenza umana assume varie forme: l’indifferenza di coloro che vendono a persone disperate posti in imbarcazioni non sicure per la navigazione; l’indifferenza di persone che decidono di non inviare gommoni di salvataggio; l’indifferenza di coloro che respingono i barconi di migranti… solo per fare alcuni esempi. Questo racconto ci interpella come cristiani che insieme affrontano la crisi relativa alle migrazioni: siamo collusi con le forze indifferenti oppure accogliamo con umanità, divenendo così testimoni dell’amorevole provvidenza di Dio verso ogni persona?
L’ospitalità è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra cristiani. È una condotta che ci spinge ad una maggiore generosità verso coloro che sono nel bisogno. Le persone che mostrarono gentilezza verso Paolo e i suoi compagni non conoscevano ancora Cristo, eppure è per la loro “inusuale gentilezza” che un gruppo di persone divise viene radunato in unità. La nostra stessa unità di cristiani sarà svelata non soltanto attraverso l’ospitalità degli uni verso gli altri, pur importante, ma anche mediante l’incontro amorevole con coloro che non condividono la nostra lingua, la nostra cultura e la nostra fede.
Nei tempestosi viaggi e nei fortuiti incontri della vita, la volontà di Dio per la sua Chiesa e per tutta l’umanità raggiunge il suo compimento; come Paolo proclamerà a Roma, la salvezza di Dio è per tutti (Atti28, 28).

SPUC2020-Napoli

 

serata conviviale a tema nel giardino

Venerdì 20 settembre ore 18.30 nel giardino della comunità (Via Pontano 1)

Serata tematica e conviviale (tutti portano cibo da condividere dopo il dibattito)
Tema: “La digitalizzazione in chiesa e società in confronto tra le generazioni”
Fede – Speranza – Smartphone:
come possiamo congiungere la realtà sempre più diffusa di prendere decisioni attraverso algoritmi (I Big Data) con la libertà personale di ciascuno?

In Germania il dibattito sulla cosiddetta digitalizzazione è molto più avanti, soprattutto nei ultimi mesi. La vita quotidiana, sociale, politica e pure nel ambito della sanità è già nelle mani dei nuovi media, e la chiesa deve prendere posizione. Ma che voce ha la chiesa in merito? Non è la prima volta che la domanda si pone, già la Riforma non era pensabile senza i allora nuovi media (la stampa a caratteri mobili). Un numero recente della nostra rivista “Insieme” era dedicato a questo tema.
E poi esistono diversi pregiudizi attraverso le generazioni – “i giovani di oggi stanno sempre al computer e allo smartphone” / “i vecchi non sanno niente e sono indietro”, il dibattito voglia coinvolgere tutte le generazioni in confronto aperto su questa tematica.
La pastora presenta un riassunto del attuale dibattito in chiesa e società, poi tempo libero per altre riflessioni e dibattito. Come sempre i nostro incontri sono aperti a tutti e tutte che vogliono partecipare, portate volentieri amici!
Dopo il dibattito ci sediamo tutti intorno al tavolo per cenare insieme, una cena condivisa dove ognuno/a porta qualcosa di buono da mangiare insieme, nella splendida cornice del giardino di Villa Casalta.

 

Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC) 2020

Appuntamenti Napoli e dintorni

12.01.2020 ore 16.30 nella Sinagoga (Vic. S. Maria Cappella Vecchia 31/Napoli: intervento per il dialogo ebraico – cristiano sul libro “Il cantico dei cantici”. Interverranno Rav Ariel Finzi e Don Vincenzo Lionetti
18.01.2020 ore 19.45 nella chiesa di S. Sebastiano a Barano/Ischia
19.01.2020 ore 18.30 celebrazione ecumenica nel Duomo di Napoli (Via Duomo)
23.01.2020 ore 18.30 lectio divina nella par. Immacolata Concezione a Capodichino (Piazza Giuseppe Di Vittorio 32/a). Tema: Cristo: Uomo per noi. Testi: Daniele 7, 13-14; 1.Giov.1,1-5
24.01.2020 ore 18.30 nella chiesa greco ortodossa Santi Pietro e Paolo (Via S. Tommaso d’Aquino 36), Napoli
24.01.2020 ore 19.30 a Castellammare di Stabia
25.01.2020 ore 18.30 preghiera ecumenica regionale (CRCCC) nella chiesa S. Felice in Pincis, Via Abate Felice Toscano, 13 80038 Pomigliano d’Arco

SPUC2020-Napoli

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Posizione della CELI sulla migrazione

Il dovere del cristiano oggi
Posizione della CELI sulla migrazione: rispetto dei diritti umani, assistenza e integrazione
L’inizio del XXI secolo è segnato da massicce migrazioni di popoli. Cambiamenti climatici, dittature, guerre, pulizia etnica, discriminazioni e condizioni economiche catastrofiche hanno costretto e costringono decine di migliaia di persone provenienti dall’Africa e dall’Asia a lasciare le loro case e a cercare rifugio e un futuro in Europa, soli o con le loro famiglie. Molti di loro sono vittime di trafficanti senza scrupoli. Nei campi di accoglienza in Libia sono esposti a violenze, torture e stupri. Il loro disperato cammino della speranza finisce troppo spesso in una tomba sul fondo del mare, quando le imbarcazioni di fortuna, carrette del mare vecchie e sovraccariche con cui devono attraversare il Mediterraneo, affondano. I mezzi di soccorso delle ONG sono costretti ad operare tra mille difficoltà burocratiche e organizzative e le poche navi ancora stabilmente presenti nel Mediterraneo sono troppo spesso costrette a restare per giorni in mare aperto davanti a porti chiusi. L’Europa è divisa tra coloro che ritengono la solidarietà un dovere e coloro che chiudono le frontiere, i porti e i cuori davanti a questa emergenza. L’Italia è particolarmente colpita dal fenomeno migratorio per la sua posizione geografica, cioè la prossimità all’Africa, e la sua conformazione con migliaia di chilometri di costa.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia già nel Sinodo del 2015 aveva affrontato il tema della migrazione votando una mozione in cui si proclamava “chiesa aperta”, richiamando tutti all’aiuto e all’accoglienza di queste persone in fuga dichiarandosi nel contempo consapevole della complessità e drammaticità del fenomeno migratorio nelle nostre società, e riconoscendo che le esperienze traumatiche dei rifugiati sono destinate ad avere un impatto profondo sull’intera società. Del resto la stessa Chiesa Evangelica Luterana non può non guardare a quanto sta accadendo senza specchiarsi, senza riconoscere se stessa, la sua natura di chiesa fatta prevalentemente di migranti e di stranieri che in Italia trovano una nuova casa.
Le comunità della CELI sono coinvolte in numerose iniziative diaconali, tra cui anche molti progetti di aiuto ai rifugiati. A livello nazionale, tre anni fa la CELI ha creato la posizione della Responsabile della Diaconia, che non solo assiste le comunità, ma coordina anche i progetti diaconali della Celi a livello nazionale. La maggior parte di queste iniziative, grandi e piccole, sono finanziate con i fondi 8xMille. Con il progetto “Dublinati”, la CELI si occupa di quanti restano intrappolati nelle maglie dell’accordo di Dublino III, rifugiati che vengono rispediti in Italia da altri paesi della UE, anche se già inseriti in programmi di inserimento sociale. In qualità di membro della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, FCEI, la CELI sostiene inoltre il Programma dei Corridoi Umanitari. Allo stesso tempo, la CELI condivide tutti i punti del Manifesto-una-chiesa-che-accoglie 2018 approvato dalla FCEI l’8 agosto 2018.
Il Concistoro e la Presidenza sinodale della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, sulla base del messaggio del Vangelo, dichiarano:
– che la solidarietà con le persone che attraversano il Mediterraneo o le frontiere con l’Europa nella speranza di un futuro umano è un dovere cristiano
– che non vi sono eccezioni al rispetto dei diritti umani
– che è inaccettabile declinare gli interessi dei cittadini e del Paese in modo nazionalista e populista chiamandosi fuori dal dovere di salvataggio di vite umane e dell’accoglienza chiudendo frontiere e porti
– che i presunti interessi e la legislazione nazionali non possono sovrastare il diritto internazionale, i diritti umani e il diritto del mare
– che l’impegno umanitario e le operazioni di soccorso non devono essere criminalizzate
– che non ci possono essere scuse per la ricca Europa (e anche per la ricca Italia) per non concedere alle persone bisognose, aiuto, accoglienza e asilo
– che la CELI, in quanto Chiesa inserita nell’ordinamento giuridico italiano, si riconosce pienamente nei valori espressi della Costituzione italiana, in particolare l’articolo 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo … e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”
– di sostenere tutte le misure volte a promuovere l’ingresso legale dei migranti (come i corridoi umanitari)
– che la CELI, in quanto Chiesa, non agisce perseguendo fini politici ma secondo il principio della carità, dando voce agli ultimi senza timore e confidando pienamente in Dio
– che, dopo la prima accoglienza, la promozione di misure per l’integrazione degli immigrati nella società deve essere la preoccupazione principale
– che la migrazione non deve essere vista solo come un fenomeno astratto, ma che tutti sono chiamati all’incontro con queste persone secondo il principio “Ciò che conosco mi fa meno paura”
– che tutti, senza distinzione, hanno diritto alla nostra accoglienza e al nostro aiuto: cristiani di tutte le confessioni, musulmani, ebrei, fedeli di altre religioni e non credenti
– che la dignità umana è sacrosanta. Le persone che partono nella speranza di un futuro migliore e di una vita in condizioni umane non devono quindi essere discriminate e condannate
– che la nostra fede ci rende tutti fratelli e sorelle
– che tutta l’Europa, in base alle radici e alla storia comuni, è chiamata alla solidarietà, all’assistenza, all’accoglienza, all’asilo e all’integrazione e che tutte le chiese in Europa sono chiamate a influenzare i loro governi in questo senso e a dare il buon esempio cristiano
Matteo 25:35 e 25:40: “fui straniero e mi accoglieste (…) In verità vi dico: Quello che avete fatto a uno di questi ultimi miei fratelli minori, l’avete fatto a me”.
Per la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, il Concistoro e la Presidenza sinodale: Decano Heiner Bludau, la vice decana Kirsten Thiele, la rappresentante legale della CELI, Cordelia Vitiello, la consigliera finanziaria Ingrid Pfrommer, il consigliere concistoriale Angelo Ruggieri, il presidente sinodale Georg Schedereit e il vice presidente del Sinodo, Wolfgang Prader

Pronti a fare la nostra parte

Articolo di Gian Mario Gillio
Originale all’indirizzo riforma.it

Roma (NEV/Riforma.it), 7 gennaio 2019 – “Abbiamo affrontato i colloqui con l’equipaggio e le persone a bordo della Sea Watch con gratitudine, gioia, imbarazzo, anche tanta tristezza”, così ha detto la vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Christiane Groeben, raggiunta telefonicamente a Malta al termine dell’incontro con le persone ancora a bordo della Sea Watch 3.  Due imbarcazioni sono partite da Malta nell’ambito dell’Alleanza United4Med a sostegno della nave che ormai da molti giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo centrale il 22 dicembre scorso. Groeben è salita a bordo della Sea Watch 3 nella mattinata del 4 dicembre insieme a una delegazione di parlamentari europei tedeschi, di giornalisti internazionali e di attivisti della società civile.

“La FCEI – prosegue – ha recentemente siglato un accordo di partenariato con Sea Watch per dare concretezza alle sue attività umanitarie. Non eravamo sicuri di riuscire a incontrare le persone a bordo. Le loro condizioni di salute e psicologiche e l’affaticamento per l’estenuante navigazione non garantivano la possibilità di poter parlare con loro. La nostra visita quel giorno era condizionata anche dall’imminente cambio d’equipaggio: gli ospiti dovevano essere avvisati, sostenuti psicologicamente per l’allontanamento del personale amico e per il fatto che la discesa dalla nave era una condizione a loro negata”.

Malgrado le difficoltà l’incontro è poi avvenuto?

Hanno deciso di farlo. In quel momento loro si trovavano a poppa e noi in coperta. La delegazione – oltre alla mia rappresentanza come Federazione delle chiese evangeliche in Italia – era composta da cinque membri del Parlamento tedesco di diversi schieramenti politici e da un membro del Parlamento europeo. C’erano anche giornalisti e troupe televisive. Non è stato facile rispondere alle loro domande non potendo dare risposte certe, sia sul futuro sia su quando sarebbe finito il loro peregrinare, sul perché nessun paese civile e democratico volesse accoglierli dando loro un porto sicuro.

Tra le storie ascoltate ne ricorda una in particolare?

Quella di un ragazzo sedicenne, partito dalla Guinea e sedicesimo figlio della quarta moglie del padre, che per via della povertà e dei pochi mezzi di sostentamento a disposizione ha deciso di fuggire dal suo paese con la speranza di poter trovare condizioni di vita migliori e per poter aiutare la sua famiglia. Al di là dei singoli racconti le persone incontrate mostravano serenità e molta gratitudine verso l’equipaggio che ha fatto un ottimo lavoro di accompagnamento medico e psicologico soprattutto ai bambini spaesati dalla lunga permanenza in nave e per la presenza delle navi di sostegno, viste inizialmente come minacce per possibili rimpatri.

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Inni di Avvento

Inno di Avvento eseguito in una della comunità della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI):
la Chiesa Cristiana Protestante di Milano.

Trovate gli altri inni di Avvento sul sito della Federazione Luterana Mondiale. Ogni inno è offerto da una della Chiese (nazionali) che sono parte della Federazione e costituisce un percorso musicale quotidiano per tutti coloro che aspettano di celebrare il Natale.
Inni di Avvento