Parola del giorno – Wort zum Tag

Parola della domenica Exaudi – 24.05.2020

Presso di te è il perdono, perché tu sia temuto. (Salmo 130,4)

Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi! (Colossesi 3,13)

Il nome della domenica di oggi – Exaudi = ascoltami – viene dal Salmo 27:
O Signore, ascolta la mia voce quando t’invoco; abbi pietà di me, e rispondimi.
(Salmo 27,7)
Il tema di questa domenica si può descrivere con dire Addio e consolazione.
Ogni tanto dire Addio mi viene difficile: quando guardo il treno che si allontana o quando sto dietro le sbarre all’aeroporto per salutare una persona. Ancora più difficile diventa quando non so se rivedrò questa persona.
La domenica Exaudi descrive l’Addio di Gesù dai suoi discepoli. Dalla sua ascensione nel cielo Gesù non è più visibilmente tra di loro. Giorni duri stanno davanti a loro. Ma Gesù non li lascia soli. In modo diverso sarà vicino a loro: nei loro cuori, come una fonte di forza che non si esaurisce mai. In uno Spirito nuovo riconosceranno Gesù. Questo non è una sostituzione per la sua presenza, ma una consolazione. Ancora oggi questo Spirito vive tra di noi: là dove viene chiesto la volontà di Dio, là dove si agisce nell’amore, là possiamo sentirlo. Ma anche là dove siamo scoraggiati, dove abbiamo l’acqua fino alla gola, lui ci è vicino in modo consolante e porta le nostre preghiere davanti a Dio. A questo pensiamo e questo festeggiamo oggi nella domenica Exaudi.
Gesù stesso, poco prima di soffrire, lo promette ai suoi discepoli, che in quel momento non lo capiscono, ma dopo lo capiranno e lo sperimenteranno loro stessi:
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi.” (Giov.14,15-18)

Già ieri i comandamenti erano tema, sono gli stessi comandamenti di cui parla Gesù. Su questo oggi mi è arrivata una risposta che esplica ancora come si potrebbero, come si dovrebbero capire i comandamenti: “che si possa tradurre il Decalogo anche in maniera che non suona come un ordine. Allora si dice per ogni comandamento: sotto la premessa che tu ami Dio, non ruberai, non dirai menzogne, non ucciderai e così via.”
O con le parole di Gesù: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”.
L’osservanza dei comandamenti è collegata all’amore, e alla vita, una vita riuscita.
E per una vita riuscita è indispensabile anche il perdono – il perdono apre la porta per una nuova vita. Per dare la possibilità di nuova vita e di un nuovo inizio, Gesù ha lasciato il seguente mandato ai suoi discepoli: “Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi!” Questo vale anche per noi, fino ad oggi – e lo preghiamo in ogni Padrenostro: e rimetti a noi i nostri debiti, come li rimettiamo ai nostri debitori. Concludo con parole di Joerg Zink e auguro a tutti e tutte noi una benedetta domenica!

Ci strappiamo a vicenda l’amore
che ci hai donato per renderci felici.
Rendiamo la vita uguale all’inferno,
usiamo menzogne,
ci disprezziamo a vicenda.
Non abbiamo fiducia negli altri,
la stessa fiducia che hai riposto in noi.
Ci allontaniamo l’uno dall’altro,
distruggendo l’amore e la fiducia
che dovrebbero aiutarci a vivere con gioia.
Perdona il nostro peccato.

Padre, perdona le nostre colpe,
come noi perdoniamo
chi si è reso colpevole verso di noi.
No, Padre, questa non può essere la misura!
Perdonaci le nostre colpe
anche quando, per mille ragioni,
siamo incapaci di perdonare.
(Joerg Zink)

Wort zum Sonntag Exaudi – 24.05.2020

Bei dir ist die Vergebung, dass man dich fürchte. (Psalm 130,4)

Wie der Herr euch vergeben hat, so vergebt auch ihr! (Kolosser 3,13)

Der Name des heutigen Sonntags – Exaudi = höre mich – kommt aus dem Psalm 27:
HERR, höre meine Stimme, wenn ich rufe; sei mir gnädig und erhöre mich! (Psalm 27,7)
Das Thema dieses Sonntags kann man beschreiben mit Abschied und Trost.
Manchmal wird mir der Abschied schwer: Wenn ich dem Zug hinterherblicke oder an der Absperrung am Flughafen stehe. Noch viel schwerer ist es, wenn ich nicht weiß, ob wir uns wiedersehen werden.
Den Abschied Jesu von seinen Jüngern beschreibt der Sonntag Exaudi. Seit seiner Himmelfahrt ist Jesus nicht mehr sichtbar bei ihnen. Es liegen harte Tage vor ihnen. Doch Jesus lässt sie nicht allein. Auf andere Art wird er ihnen nahe sein: in ihren Herzen, als nie versiegende Quelle der Kraft. In einem neuen Geist werden sie Jesus erkennen. Das ist kein Ersatz für seine Anwesenheit, aber ein Trost. Noch heute lebt dieser Geist unter uns: Wo nach Gottes Willen gefragt wird, wo Liebe unser Handeln prägt, da wird er spürbar. Aber auch dort, wo wir verzagen, wo uns der Hals zugeschnürt ist, ist er uns tröstend nahe und bringt unsere Anliegen vor Gott. Dessen gedenken und das feiern wir heute an diesem Sonntag.
Jesus selber, kurz vor seinem Leiden, verheißt er seinen Jüngern, die es zu dem Zeitpunkt noch nicht verstehen, aber rückblickend sich daran erinnern und es dann auch am eigenen Leib erfahren:
„Jesus spricht: Liebt ihr mich, so werdet ihr meine Gebote halten. Und ich will den Vater bitten und er wird euch einen andern Tröster geben, dass er bei euch sei in Ewigkeit: den Geist der Wahrheit, den die Welt nicht empfangen kann, denn sie sieht ihn nicht und kennt ihn nicht. Ihr kennt ihn, denn er bleibt bei euch und wird in euch sein. Ich will euch nicht als Waisen zurücklassen; ich komme zu euch.“ (Joh.14,15-18)

Schon gestern waren die Gebote Gottes Thema, es sind dieselben Gebote, von denen Jesus spricht. Dazu kam heute eine ergänzende Antwort, wie man diese Gebote verstehen kann, verstehen sollte: „dass man den Dekalog auch so übersetzen kann, das es nicht wie ein Befehl klingt. Dann heißt es für jedes Gebot, unter der Voraussetzung oder vorausgesetzt, dass du Gott liebst, wirst du nicht stehlen, lügen, betrügen und so weiter.“
Oder eben, mit den Worten Jesu: „Liebt ihr mich, so werdet ihr meine Gebote halten.“
Das Halten der Gebote ist mit Liebe verbunden, und mit Leben, gelungenem Leben.
Zu gelungenem Leben gehört auch die Vergebung – Vergebung öffnet die Tür zu einem neuen Anfang. Um neues Leben und neuen Anfang zu ermöglichen, hat Jesus seinen Jüngern aufgetragen: „Wie der Herr euch vergeben hat, so vergebt auch ihr!“ Das gilt auch für uns, bis heute – wir beten es in jedem Vaterunser: Und vergib uns unsere Schuld, wie auch wir vergeben unseren Schuldigern. Ich schließe mit Worten von Joerg Zink und wünsche uns allen einen gesegneten Sonntag!

Wir nehmen einander die Liebe weg,
die du uns geschenkt hast, damit wir glücklich seien.
Wir machen einander das Leben zur Hölle,
wir fügen einander Gewalt und Leid zu,
wir belügen und missachten einander,
wir beuten einander aus und missbrauchen einander.
Wir bleiben einander das Vertrauen schuldig,
das du in uns gesetzt hast.
Wir trennen uns voneinander
und zerreißen das Vertrauen,
das unser Leben glücklich machen sollte.
Vergib uns unsere Schuld.

Vater, vergib uns unsere Schuld,
wie wir denen vergeben,
die an uns schuldig geworden sind.
Nein, Vater, das kann nicht das Maß sein!
Vergib uns unsere Schuld,
auch wenn wir tausendfach unfähig sind, zu vergeben.
(Joerg Zink)