Torre Annunziata

Annuncio della morte di Luciana Renzetti

Il Consiglio di Chiesa della Comunità Luterana di Napoli si stringe in preghiera al Presidente Riccardo Bachrach ed alla famiglia per la perdita della amata moglie, madre e nonna
Luciana Renzetti,
responsabile delle attività culturali della Comunità Luterana di Napoli.
Mancheranno a tutti la sua acuta intelligenza,
la raffinata cultura, il coinvolgente amore per l’arte e l’infaticabile ricerca di nuovi e giovani talenti.

Funerale di Luciana Renzetti 02.02.2020
Cari e care,
l’abbiamo sentito: niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio. Questo vale per noi tutti, anche se siamo desolati, triste o ci sentiamo abbandonati da Dio.
Ma questo vale anche, e oggi soprattutto, per Luciana.
Luciana Renzetti, nata il 19 novembre 1941 a Pescara, dopo un ricovero in ospedale a Pozzuoli, è finita in terapia intensiva e ieri è deceduta e tornato al Padre eterno.
Non sono sicura, se lei stessa lo avrebbe detto così, che niente può separarci dall’amore di Dio – era piena di domande e dubbi, di una profonda curiosità, anche nel ambito della fede. Non si accontentava delle solite risposte, neanche di quello che si poteva vedere con gli occhi, ma doveva approfondire lei stessa, scrutando e guardando nel profondo.
Forse è una caratteristica dell’artista, vedere con occhi diversi, scrutare, voler guardare oltre al normale scontato. In ogni caso, Luciana era così, lo sapete meglio di me. Non sempre sarà stata facile starle accanto, ma era sempre sorprendente e avventuroso. Girava il mondo e girava Italia. Sapeva intessere profonde amicizie, ed era moglie-compagna scontrosa, intensa e amata di Riccardo. Era anche madre, di Alessandro, Marco e Andrea. Era nonna, di Riccardo e Leonardo, e di Myrtha e Edward. Era suocera, amica anche per le “figlie” aquisite. Ed era amica, di tutti noi che siamo qui oggi per salutarla per l’ultima volta.
Per la nostra comunità era un dono prezioso – come incaricata dei eventi culturali curava i concerti di primavera e di autunno della comunità per più di 20 anni, come anche il concorso letterario e il concorso di composizione – nelle ultime tre edizioni confluiti insieme in un unico spettacolare evento. Era un’artista particolare, qui dietro l’altare abbiamo un arazzo fatto da lei, e la casa di Luciana e Riccardo è piena di testimonianze del fatto che le sue mani non stavano mai ferme. Come il suo spirito, i suoi pensieri, la sua voglia di vivere e di condividere.
No, non sono sicura se lei avrebbe creduto che niente e nessuno può separarci da Dio – era troppo scettica, si guardava intorno nel mondo che lo circondava e si faceva delle domande, alle quali neanche io spesso aveva una risposta. E pensando a lei e a cosa dire oggi in questo saluto, mi veniva in mente il versetto di quest’anno, dal Evangelo di Marco: “Io credo; aiuta la mia incredulità!”
Proprio così l’ho conosciuta, fin dall’inizio. Aveva una fede profonda, voleva credere, ma si scontrava con tante cose brutte che vedeva in questo mondo, che succedevano alle persone a lei care. Non riusciva a metterle insieme:
la Fede e il Male.
Ecco perché io sono convinta che Luciana è andata a casa, è andata da Colui che finalmente le darà tutte le risposte, che metterà tutte le cose insieme. Dio ha preparato il tavola per lei, con il calice traboccante, e con tanta bontà sopra – come lei con Riccardo hanno fatto ennesime volte per i loro ospiti. Adesso qualcuno ha preparato il tavolo per Luciana, doveva andare ad’assaggiare, per trovare la gioia e la felicità che durano per sempre.
Al momento che dovremo andare anche noi, sappiamo che insieme a Dio anche lei ci aspetta per salutarci con il suo magnifico sorriso.
Perché abiteremo nella casa del Signore per sempre. Amen