In rilievo

culto per l’apertura dell’assemblea generale 03.07. alle ore 10.30 nella sala di Villa Casalta

 Domenica 03. luglio 2022 ore 10.30 culto di apertura dell’assemblea generale

L’ Assemblea della Comunità Evangelica Luterana di Napoli è convocata, nel Centro di “Villa Casalta” a piazzetta Terracina 1 – Napoli, per domenica 03 luglio p. v. alle ore 11.30, per deliberare sul seguente ordine del giorno:
1) lettura del verbale dell’ultima Assemblea, sua approvazione e firma
2) relazione annuale del Consiglio Direttivo
3) relazione della Pastora
4) resa dei conti della tesoreria e del patrimonio della Comunità per l’anno 2021,
bilancio preventivo 2022, relazione dei revisori dei conti
5) discussione ed approvazione delle relazioni di cui ai punti precedenti
6) elezione di tre Consiglieri in scadenza
7) eventuali mozioni
Si ricorda che in Assemblea hanno diritto al voto i membri della Comunità che, fra l’altro, hanno raggiunto il 16° anno di età e versano regolarmente un contributo volontario.
I lavori dell’Assemblea saranno preceduti alle ore 10.30 da una meditazione condotta dalla pastora Thiele.
P.S. – All’Assemblea seguirà un pic nic in giardino, a cui sono invitati parenti ed amici.

 

Parola del mese di luglio – Wort zum Monat Juli

Parola del mese Luglio – 01.07.2022
L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente. (Salmo 42,2)

Alla fonte della vita (di Tina Willms)

Era, è troppo:
Richieste che sono al di sopra della mia capacità.
Impressioni che non riesco ad elaborare.
Domande che rimangono senza risposta.
Influenze che si perdono in me.

E ora? Niente va più.

Il tempo diventa una terra desolata in cui non conosco più la strada né me stessa.
Cerco nel mio io interiore e trovo solo il vuoto.
Una faccia estranea mi guarda dallo specchio.

L’anima ha sete.
Ha sete di Dio?

Come sarebbe bello potersi lasciare andare per una volta.
Essere invitata.
Ci sarebbe un tavolo che non devo preparare io stessa. Qualcuno mi porge il pane e mi versa da bere. Qualcuno legge le preoccupazioni nella mia anima e mi dà coraggio.
Non devo più attingere la mia forza da me stessa.

Mi siedo lì e mi riposo. Ci vuole molto tempo prima che i conducenti in me diventino silenziosi.
Guardo fuori dalla finestra. A poco a poco, i gorghi e le onde si attenuano.
Sento crescere dentro di me un silenzio.

Come fa bene lasciarsi andare per una volta. Guardare le mie mani vuote.
Non creano nulla, non raggiungono nulla, non controllano nulla.
Diventano pronti per essere riempiti.

Essere invitata.
Torno in me e sento che a poco a poco le mie forze crescono di nuovo.
Le idee mi volano addosso e le parole che vengono da altrove diventano mie.
Ciò che è essenziale si riorganizza.

La mia anima si riposa, la sua sete si placa.
Come se fossi a una sorgente da cui sgorga la vita.
È semplicemente lì, invitante e inesauribile.
Quando me ne vado, so che posso tornare per essere rinfrancata e rafforzata.
In qualsiasi momento.

Mi incammino sul sentiero che mi attende.
Sento che potrebbe diventare mio.

Wort zum Monat Juli – 01.07.2022
Meine Seele dürstet nach Gott, nach dem lebendigen Gott. (Ps 42,3)

An der Quelle des Lebens (von Tina Willms)
Es war, es ist zu viel:
Anforderungen, die mir über den Kopf wachsen.
Eindrücke, die ich nicht verarbeiten kann.
Fragen, die ohne Antwort bleiben.
Einflüsse, die in mir versanden.

Und nun? Nichts geht mehr.

Die Zeit wird ein wüstes Land, in dem ich den Weg und mich selbst nicht mehr kenne.
Ich durchforste mein Inneres und finde nur Leere.
Aus dem Spiegel schaut mir ein fremdes Gesicht entgegen.

Die Seele dürstet.
Dürstet sie nach Gott?

Wie gut täte es, einmal loslassen zu dürfen. Eingeladen zu sein.
Da wäre ein Tisch, den ich nicht selbst decken muss. Eine reicht mir das Brot und schenkt mir ein. Einer liest mir die Sorgen von der Seele und spricht mir Mut zu.

Ich muss meine Kräfte nicht länger aus mir selbst schöpfen.

Ich sitze nur da und ruhe mich aus. Es dauert lang, bis die Antreiber in mir schweigen.
Ich schaue aus dem Fenster. Nach und nach glätten sich die Wirbel und Wogen.
Ich spüre, wie in mir eine Stille wächst.

Wie gut es tut, einmal loszulassen. Meine leeren Hände anzuschauen.
Sie schaffen nichts, sie greifen nach nichts, sie kontrollieren nichts.
Sie werden bereit, sich füllen zu lassen.

Eingeladen sein.
Ich komme zu mir und spüre, wie nach und nach meine Kräfte wieder wachsen.
Ideen fliegen mir zu und Worte von anderswoher werden zu meinen.
Was wesentlich ist, ordnet sich neu.

Meine Seele kommt zur Ruhe, ihr Durst wird gestillt.
Als sei ich an einer Quelle, aus der das Leben sprudelt.

Die einfach da ist, einladend und unerschöpflich.
Wenn ich gehe, weiß ich, dass ich wiederkommen darf, um mich erfrischen und stärken zu lassen. Jederzeit.

Ich mache mich auf den Weg, der vor mir liegt.
Es kommt mir vor, als könnte er mein eigener werden.

 

Versetto dell’Anno – Jahreslosung 2022

Versetto dell’Anno 2022

Gesù Cristo dice: Chiunque venga a me, io non lo allontanerò. (Giovanni 6,37)

Questo è scritto come un “benvenuto caloroso!” sul Anno Nuovo, che è davvero ancora tutto nuovo davanti a noi. Uno sta sulla soglia e lo dice a noi.
“Chiunque venga a me, io non lo allontanerò”, dice Gesù in Giovanni 6,37.
Quando Dio ci accoglie, è “lordo” – con tutto ciò che ci rende quello che siamo e che appartiene alla nostra storia di vita. Nulla viene sottratto, ma siamo accolti con le luci e le ombre della nostra vita. Dio non fa i conti, ma tutto conta, lui perdona, guarisce e sopporta con noi ciò che ci affligge.
Non è uno qualsiasi che apre le sue porte, ma in Gesù Dio stesso ci incontra. Così lo racconta il Vangelo di Giovanni. E allo stesso tempo, Gesù è un padrone di casa che ha sperimentato lui stesso cosa significa essere rifiutato. All’inizio la gente lo acclama, ma poi molti si allontanano. Fino al punto che Gesù chiede ai suoi discepoli: “Andrete via anche voi?” Alla fine viene deportato sulla collina delle esecuzioni fuori Gerusalemme. Quando Gesù muore sulla croce, succede qualcosa di più che il rifiuto della gente. In modo misterioso, lui fa sue le nostre vite.
Prende in consegna ciò che dobbiamo a Dio e alle persone – dove rifiutiamo e non ci fidiamo di Dio e dove rifiutiamo e ignoriamo le persone. Gesù sopporta ciò che non possiamo più cambiare in qualcosa di buono – e così facendo lo elimina per noi.
La figura nella porta allarga le braccia in modo invitante: “Benvenuti e benvenute!”
È un momento speciale quando la porta si apre sulla sala inondata di luce. Perché in questo momento si deciderà chi degli invitati oserà entrare o chi resterà in attesa.
Il padrone di casa sta sulla porta con le braccia tese: tutti sono benvenuti. Non c’è bisogno di un biglietto d’ingresso, o dei soldi per entrare. Non ci sono barriere o condizioni da rispettare. Il padrone di casa non dice: “Siete i benvenuti se…”. No! Accoglienza incondizionata.
Ma non sarà senza conseguenze se entriamo. Perché la vicinanza di Gesù ci cambierà. Ciò che è dolente può essere guarito. Le lacrime saranno asciugate e i tratti amari si ammorbidiranno. Perché l’amore di Colui che invita ha il potere di cambiare le persone.
La domanda è: andiamo a varcare questa porta? E forse sentiamo: Non è una questione di dignità o di condizioni, ma una questione di fiducia.
Il mio augurio per tutti noi con il versetto dell’Anno 2022 è che con esso un raggio di luce dalla porta aperta di Dio cada nelle nostre vite! Che ci aiuti a fidarci di questo Dio che ci accoglie. E che ci incoraggi ad accoglierci l’un l’altra.

Jahreslosung 2022

Jesus Christus spricht: Wer zu mir kommt, den werde ich nicht abweisen. (Joh.6,37)

Das steht da wie ein “herzlich Willkommen!” über dem Neuen Jahr, das wirklich noch ganz neu vor uns liegt. Einer steht an der Schwelle und ruft es uns zu.
„Wer zu mir kommt, den werde ich nicht abweisen”, sagt Jesus in Johannes 6,37.
Wenn Gott uns willkommen heißt, dann gilt dies ,,brutto” – mit allem, was uns ausmacht und was zu unserer Lebensgeschichte gehört. Nichts davon wird abgezogen, sondern wir sind willkommen mit dem Licht und den Schatten unseres Lebens. Gott rechnet nicht ab, sondern nimmt ab, vergibt, heilt und hält mit uns aus, was uns zu schaffen macht.
Es ist eben nicht irgendein Gastgeber, der seine Türen öffnet, sondern in Jesus begegnet uns Gott selbst. So erzählt es das Johannesevangelium. Und zugleich ist Jesus ein Gastgeber, der selber erlebt hat, was es heißt, abgewiesen zu werden. Zuerst jubeln ihm Menschen zu, aber dann wenden sich viele ab. So dass Jesus seine Jünger fragt: „Wollt ihr auch weggehen?” Am Ende wird er abgeschoben auf den Hinrichtungshügel vor den Toren Jerusalems. Als Jesus am Kreuz stirbt, geschieht noch mehr, als dass Menschen ihn abweisen. Auf geheimnisvolle Weise macht er unser
Leben zu seiner Sache: Er übernimmt das, was wir Gott und Menschen schuldig bleiben – wo wir Gott abweisen und nicht vertrauen und wo wir Menschen abweisen und links liegen lassen. Jesus hält aus, was wir nicht mehr gutmachen können – und dadurch schafft er es aus der Welt.
Die Gestalt in der Tür breitet die Arme einladend aus: ,,Willkommen!”
Es ist ein besonderer Moment, wenn sich die Tür zum lichtdurchfluteten Saal öffnet. Denn in diesem Moment wird sich entscheiden, wer von den eingeladenen Gästen sich traut, einzutreten oder wer abwartend stehen bleibt.
Der Gastgeber steht mit ausgebreiteten Armen in der Tür: Alle sind willkommen. Es braucht weder Einlasskarte noch Eintrittsgeld. Es gibt keine Schranken oder Bedingungen, die erfüllt werden müssen. Der Gastgeber sagt nicht: „Du bist willkommen, wenn du …”. Nein! Bedingungslos willkommen. Aber es wird nicht folgenlos bleiben, wenn wir eintreten. Weil die Nähe dieses Gastgebers Jesus uns verändern wird. Da kann heil werden, was wund ist. Tränen werden getrocknet und verbitterte Gesichtszüge werden weich. Weil die Liebe des Gastgebers die Kraft hat, Menschen zu verändern.
Die Frage ist: Gehen wir los und treten durch diese Tür? Und vielleicht spüren wir: Es ist nicht eine Frage von Würde oder Bedingungen, sondern eine Frage des Vertrauens.
Ich wünsche uns allen mit der Jahreslosung 2022, dass damit ein Lichtstrahl aus der geöffneten Tür Gottes in unser Leben fällt! Möge es dazu helfen, dass wir diesem Gott vertrauen, der uns willkommen heißt. Und möge es uns ermutigen, einander willkommen zu heißen.

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