Comunicazioni

Parola del mese – Wort zum Monat

Versetto del mese Dicembre – 01.12.2021

Manda grida di gioia, rallègrati, figlia di Sion! Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te, dice il Signore. (Zaccariaa 2,14)

O porte tutte alzatevi – Spalancate la porta, spalancate i cancelli! Molti culti iniziano il primo Avvento con il primo inno dell’innario: un doppio inizio.

1. O porte tutte alzatevi, il Re di gloria giunge qui,
il Re dei re, il Salvator, del mondo intero Redentor,
che vita salva porta qui; cantiam a Lui così:
sia gloria a Te, Signor, sapiente Creator!

Provalo, mi dice. Apri la porta, forse è lì in piedi:
Dio, un ospite, con cui un bagliore soffia nella casa.
Porta con sé la salvezza e la vita, dice la canzone.
Uno mi toglie dalla ruota del criceto e mi riporta a me stesso.
Vede le mie ferite e le fascia.
Uno riempie il mio vuoto con una nuova vita.

2. In nostro aiuto, ecco vien, il giusto di mitezza pien;
la sua corona è santità, lo scettro suo benignità;
al nostro affanno mette fin; noi, lieti, a lui cantiam così:
sia gloria a Te, Signor, o grande Salvator!

La mitezza e la misericordia regnano dove lui entra.
Uno raschia con cura il mio cuore incrostato e lo libera.
Mi toglie la rabbia dalla bocca e dal pugno.
Uno mi rende toccabile e sensibile.

3. Felici terre e città son quelle dove entrerà.
Felice è quel cuore che, aperto, accoglie tale re.
E grazia eterna regnerà. Cantiam, cantiamo in ogni età:
sia gloria a Te, Signor, divin Consolator!

Sì, è un vero sole di gioia sia Lui.
È una luce che non può essere catturata né fermata.
Lui risplende nella mia vita, proprio negli angoli bui.
E porta con sé una gioia che arriva in profondità e arriva lontano.

4. Aprite ogni porta, su!, sian templi i cuori per Gesù.
Cogliete, per lui salutar, le fronde di felicità.
Così il Re vi incontrerà, salvezza e vita vi darà.
Sia gloria a Te, Signor, di grazia grande autor!

Provalo!
Comincio con la prima candela della corona d’Avvento. Mi prendo il mio tempo e mi lascio andare.
Ogni giorno penso un “benvenuto” nel silenzio. Apro la porta del mio cuore.
E penso che sia possibile che un bagliore soffi nella casa e nella vita.

5. Oh, vieni, Redentor, perché il mio cuore apro a Te.
Oh, entra con la grazia e vi risplenda tua bontà.
Lo Spirito ci condurrà alla beata eternità.
Al nome tuo, Signor, sia sempre lode, onor.

Monatsspruch Dezember 2021

Freue dich und sei fröhlich, du Tochter Zion! Denn siehe, ich komme und will bei dir wohnen, spricht der Herr. (Sacharja 2,14)

Macht hoch die Tür, die Tor macht weit! Mit dem ersten Lied aus dem Gesangbuch beginnen am ersten Advent viele Gottesdienste: ein doppelter Anfang.

1. Macht hoch die Tür, die Tor macht weit; es kommt der Herr der Herrlichkeit,
ein König aller Königreich, ein Heiland aller Welt zugleich,
der Heil und Leben mit sich bringt; derhalben jauchzt, mit Freuden singt:
Gelobet sei mein Gott, mein Schöpfer reich von Rat!

Probier es aus, sagt es mir. Öffne die Tür, vielleicht steht er ja da:
Gott, ein Gast, mit dem ein Leuchten ins Haus weht.
Heil und Leben bringt er mit sich, so heißt es in dem Lied.
Einer holt mich aus dem Hamsterrad und führt mich zurück zu mir.
Er sieht meine Wunden und verbindet sie.
Einer füllt meine Leere mit neuem Leben.

2. Er ist gerecht, ein Helfer wert; Sanftmütigkeit ist sein Gefährt,
sein Königskron ist Heiligkeit, sein Zepter ist Barmherzigkeit;
all unsre Not zum End er bringt, derhalben jauchzt, mit Freuden singt:
Gelobet sei mein Gott, mein Heiland groß von Tat.

Sanftmütigkeit und Barmherzigkeit regieren dort, wo er einzieht.
Einer kratzt mein verkrustetes Herz vorsichtig frei.
Er nimmt mir den Zorn aus Mund und Faust.
Einer macht mich berührbar und einfühlsam.

3. O wohl dem Land, o wohl der Stadt, so diesen König bei sich hat.
Wohl allen Herzen insgemein, da dieser König ziehet ein.
Er ist die rechte Freudensonn, bringt mit sich lauter Freud und Wonn.
Gelobet sei mein Gott, mein Tröster früh und spat.

Ja, eine wahre Freudensonne sei er.
Ein Licht ist er, das sich weder einfangen noch aufhalten lässt.
Er scheint in mein Leben, bis in die dunklen Winkel hinein.
Und bringt eine Freude mit sich, die tief greift und weit reicht.

4. Macht hoch die Tür, die Tor macht weit, eu’r Herz zum Tempel zubereit’.
Die Zweiglein der Gottseligkeit steckt auf mit Andacht, Lust und Freud;
so kommt der König auch zu euch, ja, Heil und Leben mit zugleich.
Gelobet sei mein Gott, voll Rat, voll Tat, voll Gnad.

Probier es aus!
Mit der ersten Kerze auf dem Adventskranz fange ich an. Ich nehme mir Zeit und lasse mich ein.
Täglich denke ich ein „Willkommen“ in die Stille. Ich öffne die Herzenstür.
Und halte für möglich, dass ein Leuchten hineinweht: Ins Haus und ins Leben.

5. Komm, o mein Heiland Jesu Christ, meins Herzens Tür dir offen ist.
Ach zieh mit deiner Gnade ein; dein Freundlichkeit auch uns erschein.
Dein Heilger Geist uns führ und leit den Weg zur ewgen Seligkeit.
Dem Namen dein, o Herr, sei ewig Preis und Ehr.

serata conviviale a tema nel giardino

Venerdì 20 settembre ore 18.30 nel giardino della comunità (Via Pontano 1)

Serata tematica e conviviale (tutti portano cibo da condividere dopo il dibattito)
Tema: “La digitalizzazione in chiesa e società in confronto tra le generazioni”
Fede – Speranza – Smartphone:
come possiamo congiungere la realtà sempre più diffusa di prendere decisioni attraverso algoritmi (I Big Data) con la libertà personale di ciascuno?

In Germania il dibattito sulla cosiddetta digitalizzazione è molto più avanti, soprattutto nei ultimi mesi. La vita quotidiana, sociale, politica e pure nel ambito della sanità è già nelle mani dei nuovi media, e la chiesa deve prendere posizione. Ma che voce ha la chiesa in merito? Non è la prima volta che la domanda si pone, già la Riforma non era pensabile senza i allora nuovi media (la stampa a caratteri mobili). Un numero recente della nostra rivista “Insieme” era dedicato a questo tema.
E poi esistono diversi pregiudizi attraverso le generazioni – “i giovani di oggi stanno sempre al computer e allo smartphone” / “i vecchi non sanno niente e sono indietro”, il dibattito voglia coinvolgere tutte le generazioni in confronto aperto su questa tematica.
La pastora presenta un riassunto del attuale dibattito in chiesa e società, poi tempo libero per altre riflessioni e dibattito. Come sempre i nostro incontri sono aperti a tutti e tutte che vogliono partecipare, portate volentieri amici!
Dopo il dibattito ci sediamo tutti intorno al tavolo per cenare insieme, una cena condivisa dove ognuno/a porta qualcosa di buono da mangiare insieme, nella splendida cornice del giardino di Villa Casalta.

 

Laboratorio di recitazione

Formazione, comunicazione, arte e spettacolo

Frequentare un corso di recitazione significa imparare a conoscere i propri mezzi espressivi, acquistare maggiore sicurezza in se stessi, una maggiore scioltezza nel parlare e nell’agire. La ricerca e la comunicazione delle proprie emozioni, coadiuvate dallo studio di tecniche e stili, costituiscono il traguardo da raggiungere.
Un traguardo nell’affascinante mondo del teatro.

L’attore Corrado Oddi terrà il corso di recitazione.

I giorni e gli orari saranno definiti e comunicati dopo il 31 marzo, termine ultimo per le iscrizioni.

Il laboratorio prevede la messinscena, in aprile 2020, del racconto “Rosso verticale” di Linda Di Giacomo scelto come testo ispiratore della XX edizione del Concorso di Composizione.

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Corso di BLSD

Presso Villa Casalta, sede della Comunità, sabato 26 gennaio si è tenuto il corso di BLSD (Basic Life Support e Defibrillation) per l’addestramento all’uso del defibrillatore di cui la Comunità di è dotata.

Al corso hanno partecipato un gruppo di ex confermandi, insieme ad altri membri della Comunità e ai membri del Consiglio della Comunità, formato dalla pastora Kirsten Thiele, dal presidente Riccardo Bachrach, dalla vicepresidente Annette Brünger, dalla segretaria Christiane Groeben e dal tesoriere Leonardo del Giudice.

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Pronti a fare la nostra parte

Articolo di Gian Mario Gillio
Originale all’indirizzo riforma.it

Roma (NEV/Riforma.it), 7 gennaio 2019 – “Abbiamo affrontato i colloqui con l’equipaggio e le persone a bordo della Sea Watch con gratitudine, gioia, imbarazzo, anche tanta tristezza”, così ha detto la vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Christiane Groeben, raggiunta telefonicamente a Malta al termine dell’incontro con le persone ancora a bordo della Sea Watch 3.  Due imbarcazioni sono partite da Malta nell’ambito dell’Alleanza United4Med a sostegno della nave che ormai da molti giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo centrale il 22 dicembre scorso. Groeben è salita a bordo della Sea Watch 3 nella mattinata del 4 dicembre insieme a una delegazione di parlamentari europei tedeschi, di giornalisti internazionali e di attivisti della società civile.

“La FCEI – prosegue – ha recentemente siglato un accordo di partenariato con Sea Watch per dare concretezza alle sue attività umanitarie. Non eravamo sicuri di riuscire a incontrare le persone a bordo. Le loro condizioni di salute e psicologiche e l’affaticamento per l’estenuante navigazione non garantivano la possibilità di poter parlare con loro. La nostra visita quel giorno era condizionata anche dall’imminente cambio d’equipaggio: gli ospiti dovevano essere avvisati, sostenuti psicologicamente per l’allontanamento del personale amico e per il fatto che la discesa dalla nave era una condizione a loro negata”.

Malgrado le difficoltà l’incontro è poi avvenuto?

Hanno deciso di farlo. In quel momento loro si trovavano a poppa e noi in coperta. La delegazione – oltre alla mia rappresentanza come Federazione delle chiese evangeliche in Italia – era composta da cinque membri del Parlamento tedesco di diversi schieramenti politici e da un membro del Parlamento europeo. C’erano anche giornalisti e troupe televisive. Non è stato facile rispondere alle loro domande non potendo dare risposte certe, sia sul futuro sia su quando sarebbe finito il loro peregrinare, sul perché nessun paese civile e democratico volesse accoglierli dando loro un porto sicuro.

Tra le storie ascoltate ne ricorda una in particolare?

Quella di un ragazzo sedicenne, partito dalla Guinea e sedicesimo figlio della quarta moglie del padre, che per via della povertà e dei pochi mezzi di sostentamento a disposizione ha deciso di fuggire dal suo paese con la speranza di poter trovare condizioni di vita migliori e per poter aiutare la sua famiglia. Al di là dei singoli racconti le persone incontrate mostravano serenità e molta gratitudine verso l’equipaggio che ha fatto un ottimo lavoro di accompagnamento medico e psicologico soprattutto ai bambini spaesati dalla lunga permanenza in nave e per la presenza delle navi di sostegno, viste inizialmente come minacce per possibili rimpatri.

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