In rilievo

Versetto dell’Anno – Jahreslosung 2021

Versetto dell’Anno 2021

Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro. (Luca 6,36)

Facile a dire, siete misericordiosi, quando viviamo in un mondo tutt’altro che misericordioso. Dove conta quel che si raggiunge e la misericordia viene scartata come debolezza.
Io invece sono dell’opinione che essere misericordioso richiede molta forza, proprio perché si nuota contro corrente, si fa qualcosa non per uno scopo e non si chiede ricompensa.
Voglio raccontarvi una piccola storia dei tempi quando ero studente:
Ero uscita troppo tardi di casa e quando correvo verso la fermata del bus vedevo solo come quello era appena partito. Che casino! Adesso arriverò in ritardo ad una lezione importante. In quel momento si fermava una macchina a fianco a me, la donna al volante abbassava la finestra e diceva: “Venga, la porto io alla prossima fermata, ce la facciamo.”
Salivo in macchina e avevo a malapena il fiato per dire un “grazie mille”. Ho preso il bus alla prossima fermata.
Adesso vi chiederete che cosa ha a ché fare questa storia con la misericordia? Io credo moltissimo, perché fa vedere una proprietà importante della misericordia.
Che cosa avrà spinto la donna a fermarsi e portarmi fino alla prossima fermata? Penso che sia stata misericordia. Occhi aperti e un cuore aperto, compassione con una studentessa in difficoltà. Ma anche: piedi e mani che erano pronti a fermarsi e di aprire la porta. Solo tutto questo insieme faceva la differenza.
E’ chiaro che la mia difficoltà non era niente in confronto alla miseria che tantissime persone soffrono realmente e che avrebbero urgentemente bisogno che qualcuno si “fermasse” e “aprisse la porta” per loro, anche in altri contesti.
Ma nonostante ciò, la mia piccola esperienza racchiude il mistero della misericordia.
Perché, mano sul cuore, non sono sicura che io stessa mi sarei fermata. O se avrei valutato bene la situazione. Ma da adesso io guido in modo diverso dietro i bus sulla strada, con un occhio su eventuali passanti che corrono e perdono il bus.
Proprio qui sta il mistero della misericordia: Non solo combatte la miseria – e solo con questo ne ha abbastanza da fare – ma fa diventare anche me più misericordiosa da quando l’ho sperimentata.
Gesù conoscevo questo mistero e in modo decisivo ha scatenato una “valanga di misericordia”. Lui stesso facevo l’inizio e ha vissuto la misericordia ovunque si trovava. E così la sua vita ha cambiato il mondo – fino a oggi. Io vorrei diventare sempre di più parte di questa valanga. E per questo mi aiuta lo sguardo all’inizio. In Gesù posso vedere com’è misericordioso Dio stesso – con gli altri e anche con me.

Un benedetto Anno 2021 pieno di misericordia vi augura la vostra pastora Kirsten Thiele

Die Jahreslosung 2021

Seid barmherzig, wie auch euer Vater barmherzig ist. (Lukas 6,36)

Leicht gesagt, seid barmherzig, wenn wir in einer Welt leben, die eher unbarmherzig ist. Wo zählt, was wir leisten und Barmherzigkeit eher als Schwäche abgetan wird.
Ich bin hingegen der Meinung, dass barmherzig sein viel Stärke erfordert, gerade weil man damit gegen den Strom schwimmt, etwas ohne Eigennutz tut und dafür auch keinen Lohn erwartet.
Ich möchte euch eine kleine Geschichte erzählen, aus meiner Studentenzeit:
Ich war zu spät aus dem Haus gegangen und als ich auf die Bushaltestelle zurannte sah ich nur, wie mir der Bus vor der Nase wegfuhr. So ein Mist! Jetzt würde ich zu spät zu einer wichtigen Vorlesung kommen. Da hielt neben mir ein Auto, die Fahrerin kurbelte das Fenster runter und sagte: „Ich nehme Sie mit, wir kriegen den Bus an der nächsten Haltestelle!“
Ich warf mich auf den Beifahrersitz und konnte, ganz außer Atem, gerade ein „vielen Dank“ stammeln. Wir haben den Bus erwischt.
Jetzt fragt ihr euch sicher, was das mit der Jahreslosung zu tun hat? Ich denke, sehr viel, sie zeigt eine wichtige Eigenschaft der Barmherzigkeit.
Was hat wohl die Frau dazu gebracht, anzuhalten und mich mitzunehmen? Ich denke, es war Barmherzigkeit. Offene Augen und ein offenes Herz, Mitleid mit einer Studentin in Not. Aber eben auch: Füße und Hände die bereit waren, abzubremsen und die Tür zu öffnen. Nur dies alles zusammen hat den Unterschied gemacht.
Nun war meine „Not“ sicher eher klein – wie viele Menschen leiden wirkliche Not und bräuchten jemanden, der „abbremst“ und die „Tür öffnet“, auch in anderen Kontexten.
Trotzdem birgt mein kleines Erlebnis das Geheimnis von Barmherzigkeit.
Denn, ehrlich gesagt, ich bin nicht sicher, ob ich selber angehalten hätte. Oder ob ich die Situation überhaupt erkannt hätte. Aber seitdem fahre ich selber anders hinter Bussen her, ich bin aufmerksamer für mögliche Sprinter auf dem Gehweg.
Und genau hier liegt das Geheimnis von Barmherzigkeit: sie bekämpft nicht nur Not – da hat sie schon alle Hände voll zu tun – sondern sie macht mich auch selbst barmherziger, wenn ich sie erlebe.
Jesus kannte dieses Geheimnis und hat entschlossen eine „Lawine der Barmherzigkeit“ losgetreten. Er selbst machte den Anfang und lebte Barmherzigkeit, wo immer er war. Und so hat sein Leben die Welt verändert – bis heute. Ich wünsche mir, immer mehr Teil dieser Lawine zu werden. Dabei hilft mir der Blick auf den Anfang. In Jesus kann ich sehen, wie barmherzig Gott selbst ist – mit anderen und auch mit mir.

Ein gesegnetes Jahr 2021 voller Barmherzigkeit wünscht eure/Ihre Pastorin Kirsten Thiele

 

 

Meditazione Versetto del mese – Gennaio 2021

Molti dicono: Chi ci farà vedere il bene?
O Signore, fa’ risplendere su di noi la luce del tuo volto! (Salmo 4,7)

Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”
Sembra quasi un’intestazione per l’anno 2021, con tutto quello che abbiamo alle spalle e l’insicurezza che abbiamo davanti a noi. E quel versetto veniva scelto molto prima della pandemia.
In modo un po’ diverso le domande oggi saranno: Chi ci aiuta nella pandemia? Chi fa qualcosa contro i danni economici e sociali che il virus ha causato? Chi ci guida in modo sensato fuori da tutte le restrizioni? A chi possiamo fare affidamento?
Il Salmista nella sua risposta indica lontano da se stesso e la miseria visibile verso un aiutante invisibile, quando prega, subito dopo quel che “molti dicono”:
“Signore, fa’ risplendere su di noi la luce del tuo volto!”
Lui stesso ha vissuto l’esperienza che Dio ascolta e aiuta, e questo lo incoraggia di continuare a pregare per l’aiuto e la misericordia di Dio:

“Quando ti invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia, tu, che mi consoli nella mia angoscia! Quando con fatica solo potevo respirare, tu mi hai guidato nella libertà.
Allora abbi anche adesso misericordia di me,
ascoltami quando ti invoco, ascolta la mia preghiera!
Riconoscete che il Signore guida i suoi santi in modo miracoloso.” (V.2+4)

Da questa esperienza e certezza brilla il versetto di questo mese:
“O Signore, fa’ risplendere su di noi la luce del tuo volto!” (V.7)

Questo ci ricorda la benedizione aaronitica che ascoltiamo alla fine di ogni nostro culto, si, il volto di Dio splende su di noi!
Che cosa può significare, molto concretamente, in un tempo in cui c’è molto poco che splende sull’umanità?
La luce del volto di Dio è apparsa in Gesù, è diventata tangibile, e da allora brilla in questo mondo, se noi lo vediamo o meno. Gesù ha indicato se stesso come luce del mondo. Ma non solo questo, ha indicato anche noi come luce del mondo:
“Voi siete la luce del mondo.” (Matteo 5,14)
E questo è da allora il nostro compito, il nostro mandato: Come consolati, consolare gli altri. Come “illuminati” sotto il volto di Dio, essere luce per coloro che dimorano nelle tenebre. Come coloro a cui è stata fatta misericordia, essere misericordiosi, ogni giorno di nuovo. Come giustificati, alzarsi per la giustizia.
Come persone liberate possiamo incoraggiarci a vicenda di non venire meno nella solidarietà e nel sostegno per coloro che hanno un grande peso da portare.
Un compito molto grande, che per fortuna non possiamo e non dobbiamo compiere soltanto con le nostre forze. Perché Dio fa’ risplendere il suo volto su di noi, da quello traiamo la forza e la luce per tramandare agli altri.
Così possiamo anche noi, come il Salmista, dire alla fine della giornata:
“In pace mi corico e dormo in pace,
perché tu solo, Signore, mi fai abitare al sicuro.” (V.9)

In questo senso un buon inizio nell’Anno Nuovo, che giace davanti a noi tutto fresco – non solo con le sue sfide, ma anche con tutte le sue possibilità. Sta a noi che cosa ne facciamo – in libertà e responsabilità e con misericordia.
Affinché abiteremo al sicuro – e gli altri con noi.

Un benedetto Anno Nuovo – la vostra pastora Kirsten Thiele

Augurio di benedizione (Tina Willms)
Ti auguro
che le tue strade conducono
sempre di nuovo verso il centro.
A volte la vita sembra confusa,
come se si camminasse in un labirinto,
perdendosi senza speranza.
Allora non fermarti,
fai un passo dopo l’altro,
sii sicuro:
Anche le deviazioni non sono invano.
E Lui,
che tu non vedi,
è più vicino di quanto tu pensi
e monta sopra il cammino
la Sua benedizione.

 

CELI per Moria

CELI PER MORIA

Raccolta fondi per aiutare i rifugiati sull’isola di Lesbo
Ong Refugee4Refugees
Attrezzare il nuovo campo a Lesbo per l’inverno Sostegno delle categorie più vulnerabili


Quando ti è possibile, aiuta chi ha bisogno.
Non rimandare a domani
quel che puoi oggi
per il prossimo bisognoso.
Proverbi, 3: 27,28

 CELI per Moria

Campagna raccolta fondi a favore dei profughi di Lesbo/ Refugee4Refugees al fianco dei più vulnerabili

Mentre l’Europa sta affrontando la seconda ondata – se mai fosse finita la prima – della pandemia da Covid, ai confini meridionali del continente si sta consumando sotto gli occhi di tutti una tragedia annunciata e, come spesso accade, frettolosamente finita nel dimenticatoio. Moria, il campo rifugiati più grande d’Europa, è stato distrutto dalle fiamme due settimane fa.

Tredicimila persone tra bambini, giovani, donne, uomini, anziani hanno perso anche l’ultimo lembo di un’esistenza umana, l’ultimo tetto sulla loro testa. Ieri fantasmi agli occhi di un’Europa distratta, oggi persone disperate che vagavano sull’isola, sorvegliate a vista da polizia e militari. Donne e uomini di ogni età condannati a soffrire per le gigantesche difficoltà nella distribuzione dell’acqua, del cibo, esposte alle intemperie, al sole e alla notte senza neppure una coperta per proteggersi dai venti dell’Egeo. Di più: tra loro circola anche il virus, 200 i casi finora riscontrati e messi in quarantena, ma non si sa quanti siano davvero. Anche la popolazione di Lesbo è esasperata, rabbiosa, allo stremo, sentendosi abbandonata da tutti. La messa in quarantena di una parte del campo è stata la scintilla che ha fatto esplodere questa bomba sociale e sanitaria sfuggita di mano già tanto tempo fa, nell’indifferenza generale. La Grecia è rimasta sola ad affrontare questa emergenza. Tra coloro che sull’isola tentano di tamponare l’emergenza ci sono, tra gli altri, i volontari delle ong.

Da alcuni giorni militari, polizia, collaboratori dell’UNCRH hanno iniziato a ricostruire il campo. In pochissimi giorni centinaia di tende sono state erette. Il 24 settembre, più di 10.000 persone sono già state ricollocate nel campo. E hanno bisogno di tutto. Dopo i primi giorni di caos, anche i collaboratori delle varie ong presenti sull’isola hanno di nuovo accesso al campo. Nei giorni precedenti, hanno fornito ai rifugiati sparsi sull’isola i beni di prima necessità. Una di queste organizzazioni è Refugee4Refugees, ong fondata nel 2017 da un rifugiato siriano, Omar Alshakal, approdato egli stesso nel 2014 a Lesbo. Dopo un periodo passato in Germania l’oggi ventiseienne è tornato per dare una mano ai meno fortunati e ai più vulnerabili tra i profughi. Tanti dei volontari attivi nella sua organizzazione sono migranti che vivono nel campo.

Il nuovo campo è sorto direttamente in riva al mare, le tende sono leggere e non molto adatte a resistere alle intemperie e al freddo. Refugee4Refugees, organizzazione attentissima soprattutto ai bisogni dei più vulnerabili – donne incinte, minorenni non accompagnati e giovani famiglie – si è posta come obbiettivo quello di rendere il nuovo campo “a prova d’inverno”. Si tratta soprattutto di attrezzare le tende con un pavimento in legno come protezione contro acqua, fango e freddo, rendendo nel contempo le strutture più robuste per resistere meglio al vento, alle forti piogge invernali e agli spruzzi delle onde. In più i volontari cercano di procurare del cibo supplementare, frutta e verdura, ad esempio, latticini e uova, alle donne incinte e ai più piccoli e distribuiscono a tutti coperte, giacche, stivali e quant’altro è necessario per affrontare i prossimi mesi.

Nick Powell è uno dei responsabili operativi di Refugee4Refugees. “Per noi è importante poter contribuire da subito a migliorare le condizioni di vita nel campo. Uno dei primi obiettivi in questo momento è quello di rendere da subito le tende a prova d’inverno.” Winterization, lo chiama.

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia condivide l’appello di tante organizzazioni nel chiedere un immediato intervento dell’Unione Europea a Lesbo. Tramite un giovane membro impegnato sull’isola, la CELI ha potuto stabilire un contatto diretto con Refugee4Refugees e ha deciso di sostenere l’azione dell’ong. Il Concistoro della CELI nella sua ultima riunione ha deliberato un sostegno di emergenza di 7.000 € per Refugee4Refugees e ha deciso di lanciare una raccolta fondi.

Dopo la campagna di raccolta fondi “Insieme contro Covid-19” lanciato nel mese di marzo a favore degli Ospedali Evangelici di Genova e Napoli e dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, impegnati in prima linea contro il Covid, la CELI ora fa appello alla generosità di tutti per alleviare le sofferenze dei rifugiati sull’isola di Lesbo, chiedendo di dare un sostegno a chi lavora per fronteggiare una situazione di assoluta emergenza.

“CELI PER MORIA”

Refugee4Refugees
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BIC/Swift code: PIRBGRAA
Bank Address: Piraeus Bank, Mytilene, Lesvos, Greece 811 00 Tax Identification Number (Greece registered): 997257688


La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, raccoglie 15 comunità distribuite su tutto il territorio della penisola. Una comunità nella diaspora che conta solo qualche migliaio di membri e non dispone di grandi beni mobili ed immobili. Essere piccoli però non significa essere irrilevanti. Al contrario, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia è molto attiva in tanti ambiti del sociale, della solidarietà e della cultura con vari progetti e programmi che vanno ben oltre il territorio delle singole comunità. Aiuto immediato a migranti e persone bisognose, temi come le pari opportunità, la salvaguardia dell’ambiente, la lotta alla discriminazione… È una chiesa che fa sentire la sua voce nella società, che non si tira indietro e interviene su tutti i temi scottanti di attualità di carattere politico, etico e religioso. Questo è possibile anche grazie alle quote dell’8xmille che numerosi contribuenti italiani destinano anno per anno alla CELI.

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