Napoli e la Riforma, riflessione del presidente della nostra Comunità Riccardo Bachrach

Napoli incontra la riforma

Abbiamo saputo di Martin Lutero durante un’ora di storia della Filosofia, di Carlo V in storia perché ha sconfitto e fatto prigioniero Francesco I e perché aveva affermato che sui suoi domini il sole non tramonta mai. Abbiamo sentito parlare di Vittoria Colonna come poetessa ( una donna ! ) nella letteratura italiana. Qualcuno, più informato, ha sentito parlare anche di 95 tesi, dei litigi che ne sono conseguiti, che il papa non era contento, Carlo V neanche, ma il tutto avveniva in Germania, un paese in cui si sa che le cose si fanno sempre troppo sul serio.

Nella relazione di presentazione alla Camera dei Deputati dell’Intesa della Chiesa luterana l’on. Domenico Maselli cita i nomi di alcuni “padri storici” come Pier Paolo Vergerio, vescovo di Capodistria, uno dei principali collaboratori di Melantone nell’opera di ricostruzione della confessione augustana, Pietro Martire Vermigli, Iacopo da Varazze, Antonio Brucioli, che ha parafrasato la Bibbia di Lutero dal tedesco in italiano. Quando la Comunità luterana di Napoli ha deciso, fra le altre iniziative, di approfondire il tema “Napoli incontra la Riforma” ci siamo trovati davanti ad un mondo sconosciuto ai più, di una ricchezza inaudita, tutta da scoprire, un crogiuolo di idee e di cultura eclettica, con personaggi affascinanti, di grande spessore, che meritavano di essere riscoperti. Siamo partiti un anno fa con l’intento di rendere vivi alcuni di questi personaggi che hanno fatto la storia della Riforma a Napoli dal 1517 al 1547 in un ambiente in cui conviveva la cultura classica greco-romana con la religione ed una grande apertura verso le novità che venivano da oltralpe. E’ stato formato un gruppo di ricerca storico-artistica, sono stati selezionati una ventina di aspiranti attori per uno stage formativo che sono stati formati da professionisti che hanno trasfuso negli allievi il loro entusiasmo per l’impresa ed alla fine è stato prodotto un lungometraggio in cinque puntate.

Per cinque sabati (marzo – aprile ) sono state organizzate visite guidate  a cinque siti nella Napoli storica, legate a personaggi della Riforma,  a cui è seguita ogni volta una passeggiata fino alla chiesa di S. Aniello a Caponapoli, dove veniva eseguita musica dell’epoca, solitamente delle “villanelle”, e veniva proietto un episodio del filmato che abbiamo prodotto, con un successo di pubblico ben oltre le previsioni.Il primo sabato ha interessato la basilica di San Giovanni Maggiore in cui durante la quaresima, alla presenza di Carlo V, del suo seguito e della nobiltà napoletana ha predicato Bernardino Ochino.

Successivamente abbiamo visitato San Paolo Maggiore incontrando Giulia Gonzaga ed il predicatore spagnolo Juan de Valdés. E’ seguito il complesso monumentale degli “Incurabili”, che non è una basilica ma un ospedale fondato da Maria Lorenza Lonc che abbiamo ricordato non perché fosse luterana ma in quanto appartiene a quel gruppo di donne di grande spessore dell’epoca, e pur non allontanandosi dalla chiesa romana seppe imporre la propria volontà perché l’ospedale e l’Ordine delle trentatre si costituissero con le regole da lei volute ed imposte.

Nel Duomo oltre ai numerosi argenti che popolano la cattedrale, in una lunetta dedicata ad una madonna trionfante abbiamo notato Lutero e Calvino calpestati e destinati ad una dannazione eterna. Ivi ci hanno fatto conoscere il personaggio Tommaso Aniello da Sorrento, non il Masaniello di cento anni dopo, ma anche questo fomentatore di una rivolta popolare contro l’introduzione dell’Inquisizione ”alla spagnola” nel Regno di Napoli, siamo nel 1547. Tommaso non inchiodò 95 tesi al portone del Duomo, ma strappò le nuove regole morali e religiose che il viceré don Pedro de Toledo vi aveva fatto affiggere. Per la cronaca la rivolta fu soffocata nel sangue, 407 colpi di artiglieria da Castelnuovo e del Castel Sant’Elmo sulla città, 600 morti da parte spagnola, 200 da parte napoletana oltre ad un centinaio di feriti per parte. Ma lì Inquisizione arrivò sei anni più tardi.

Quinta ed ultima tappa la basilica di S. Giovanni a Carbonara, facente parte anche questa di un convento agostiniano, cappella Colonna, Galeazzo Caracciolo, cappella Seripando voluta dal cardinale Girolamo Seripando. La riforma a Napoli, e nel Meridione, si caratterizza per la varietà degli strati sociali coinvolti, ecclesiastici, nobili, borghesi e popolani. Partendo da una base intellettuale e culturale classica ereditata dal mondo greco – romano era un terreno fertile in cui fervevano il dialogo ed la ricerca senza pregiudizi e, altra peculiarità, con la partecipazione alla pari di donne determinate e di grande spessore. Figura centrale di questi movimenti nel Regno di Napoli è Juan de Valdés, predicatore, teologo e riformatore spagnolo che, dopo una permanenza a Roma come “cameriere segreto” di papa Clemente VII e segretario imperiale, nel 1533 giunge a Napoli. Animato dalla convinzione che la Chiesa necessitasse di una riforma spirituale, forma nella sua casa a Chiaja un circolo religioso filosofico e letterario con molte diramazioni ed un’evoluzione confessionale varia e diversificata, frequentato dal fior fiore della cultura e della teologia dell’epoca. Fra questi Bernardino Ochino, vicario generale dei cappuccini, l’arcivescovo di Otranto Pietro Antonio di Capua, il priore degli agostiniani di S. Eframo Pietro Martire Vermigli, Galeazzo Caracciolo marchese di Vico, il vescovo di Bergamo Vittore Soranzo, il vescovo di Cheronissa Giovanni Francesco Verdura, Bartolomeo Spadafora, Pietro Carnesecchi, protonotario apostolico, Mario Galeota Marcantonio Flaminio e le donne Caterina Cybo duchessa di Camerino, Isabella Bresegna, moglie del Governatore di Piacenza, Vittoria Colonna marchesa di Pescara e Giulia Gonzaga, contessa di Fondi. E’ da notare che tutti questi personaggi animati dal intento riformatore non sono né apostati né scismatici.  Sono sostanzialmente eterodossi e, propugnando la “sola scriptura“ e la salvezza per Grazia divina, erano ipso facto  “eretici” perché non erano in sintonia con il Santo Uffizio e con il magistero della chiesa papalina.

La figura che ci ha più colpito e stimolato è Giulia Gonzaga, andata sposa a quindici anni a Vespasiano Colonna, di trentatre anni più vecchio, vedovo, malandato zoppo e monco. Rimasta vedova dopo due anni con una figliastra, Isabella quasi coetanea, intrattiene nella sua residenza di Fondi un circolo intellettuale frequentato da Juan de Valdez, con cui rimase in contatto per tutta la vita e da tutti i personaggi di cui abbiamo parlato. Pare fosse di notevole bellezza, destò l’attenzione di Ludovico Ariosto, Bernardo Tasso le dedicò diversi sonetti, fu corteggiata dal cardinale Ippolito de’Medici che le dedicò la sua traduzione del secondo libro dell’Eneide. Nel 1534 dovette fuggire in maniera rocambolesca da Fondi per sfuggire al corsaro Barbarossa che, pare su istigazione della famiglia Colonna che voleva impadronirsi dei suoi possedimenti, voleva farne dono al Sultano Solimano I. Si stabilì a Napoli, come laica, nel convento di S. Francesco delle Monache. Juan Valdés, che già le aveva dedicato “l’alfabeto cristiano”,  la fece erede di tutti i suoi scritti ed ella continuò le sue iniziative ed i suoi contatti fra l’altro anche con il circolo di Vittoria Colonna e del cardinale Reginald Pole a Viterbo. Le sue frequentazioni di persone vicine alla Riforma suscitarono l’interesse dell’Inquisizione, da cui fu protetta grazie all’intervento dei cugini, Ferrante I Gonzaga ed il cardinale Ercole. Alla sua morte la sua corrispondenza fu sequestrata dal papa Pio V che alla sua lettura disse che se fosse stata in vita l’avrebbe personalmente bruciata viva. Comunque a causa di queste lettere diversi personaggi furono processati e condannati per eresia: Reginald Pole e Juan de Valdés erano già defunti ma Pietro Carnesecchi finì sul rogo.

Purtroppo nel 1549 il Cardinale Reginald Pole per un voto non era riuscito ad essere eletto papa e ad alcuni papi, che in qualche modo erano per debolezza o per convinzione non ostili al dialogo, siamo all’epoca del Concilio di Trento, succede nel 1555 Paolo IV, Gian Pietro Carafa che rappresentava già come cardinale l’intransigenza più assoluta. Un certo numero di Cardinali e vescovi che al Concilio di Trento ed anche fuori si erano adoperati per il dialogo con i protestanti furono processati dall’inquisizione, i vari predicatori vicini alla Riforma, fra cui Pietro Martire Vermigli, Bernardino Ochino con il vertice dell’ordine dei Cappuccini, ma anche nobili come Galeazzo Caracciolo, ripararono al di là delle Alpi per continuare la loro attività. Essi avevano sì l’appoggio dei nobili, ma questi, pur con i titoli di duca e di principe non avevano certamente il potere di un principe elettore di Sassonia. Così nella seconda metà del 500 la Riforma a Napoli ed in Italia finì in un bagno di sangue. Il papa ebbe il monopolio della vita politica e religiosa i cui effetti in parte permangono tuttora.

Riccardo Bachrach

 

Prossimi eventi

Ott
6
ven
10:00 Arte e Riforma
Arte e Riforma
Ott 6@10:00–12:30
Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte, saluto di benvenuto Sebastian Schütze, Università di Vienna Girolamo Imbruglia, Università degli studi di Napoli L’Orientale, “Napoli e la Riforma. Percorsi cinquecenteschi” Pierluigi Leone[...]

Sostieni la Chiesa Luterana con l'8 per mille!

 

 

Mostra “Henning Von Gierke” – Capri

Venerdì 9 giugno ore 19:00 Inaugurazione mostra “Henning Von Gierke” GENESI 2012 – 2017

Chiesa Evangelica Luterana di Capri
via Tragara, 7/A Capri
La mostra sarà aperta tutti i giorni, dal 9 giugno al 5 settembre
dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 20:00

 

Riforma e Controriforma – conferenza

Riforma e Controriforma si incontrano in una porcellana del Settecento:
la tabacchiera degli eresiarchi al Museo Duca di Martina
Intervengono:
Luisa Ambrosio: Direttore Museo Duca di Martina
Alessandro Biancalana: studioso della Manifattura di Doccia
Christiane Groeben: Comunità Luterana
Kirsten Thiele: Pastora Luterana
Museo Duca di Martina – 13 maggio ore: 16.00
Via Cimarosa n. 77, Napoli
info: 081 578 1776

Chiesa battista di Via Foria, Napoli

Chiesa battista di Via Foria, Napoli
Sabato 06 maggio nella chiesa battista di Via Foria 93, Napoli:
ore 16.00: mostra storica-documentaria “Il retaggio della riforma radicale”
ore 18.00: conferenza con il pastore Raffaele Volpe (UCEBI)

Comunità Sant’Egidio Napoli

Lunedì 17 aprile ore 17.30: Pasqua unitaria dei Cristiani – la Comunità Sant’Egidio invita alla Celebrazione ecumenica di Pasqua nella chiesa di San Nicola al Nilo, Via San Biagio dei Librai 10.

Riforma e Controriforma  conferenza

13 maggio – Museo Duca di Martina – ore 16:00

Via Cimarosa n. 77, Napoli

Riforma e Controriforma si incontrano in una porcellana del Settecento: la tabacchiera degli eresiarchi al Museo Duca di Martina
Intervengono:
Luisa Ambrosio Direttore Museo Duca di Martina
Alessandro Biancalana studioso della Manifattura di Doccia
Christiane Groeben Comunità Luterana
Kirsten Thiele Comunità Luterana

Mostra Biblica Itinerante

Egregi amici e amiche del GIAEN

L’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Napoli in collaborazione con i docenti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e la Parrocchia Immacolata Concezione di Cercola (Na) commemorano i 500 anni della Riforma Luterana con la

MOSTRA BIBLICA IT I N E R A N T E

L’evento di straordinario valore religioso, culturale e artistico è curato da padre Michele Perruggini e si articola in tre percorsi espositivi: storico, bibliografico e iconografico. In-contrandosi in essa la tradizione cattolica, luterana, anglicana e ortodossa si favorisce un vero percorso ecumenico proponendo edizioni rare e pregiate della Bibbia dal XV al XVII secolo che hanno segnato la storia dei conflitti e la configurazione geopolitica dell’Europa moderna. Un ciclo di pannelli sulla storia del popolo di Israele infine ricorda la comune matrice ebraica delle varie confessioni cristiane. Considerato l’alto valore culturale e storico della esposizione avrei l’onore di averla alla cerimonia di inaugurazione della mostra che sarà il 19 aprile 2017 alle ore 17.00 nel salo-ne della Villa Villari. La mostra sarà allestita nella prestigiosa sede di Villa Villari, complesso architettonico del XVII secolo, sito in Corso Domenico Riccardi a Cercola (nei pressi dell’ufficio posta-le). Sarà visitabile dal giorno 19 al 26 aprile 2017 secondo il seguente orario: 9.00 – 13.00; 16.00 – 20.00.

Don Vincenzo Lionetti

Giovedì Santo – ultima Pessach di Gesù

L’ultima Cena di Gesù con i suoi – un Pessach che acquista un nuovo significato.
Vogliamo commemorare insieme quest’ultima Pessach di Gesù, riscoprendo i diversi significati, come “Festa del perdono e della vita”. Mangiamo insieme, come facevano allora – quindi ognuno è invitato di portare qualcosa di buono da condividere.