Comunicazioni

serata conviviale a tema nel giardino

Venerdì 20 settembre ore 18.30 nel giardino della comunità (Via Pontano 1)

Serata tematica e conviviale (tutti portano cibo da condividere dopo il dibattito)
Tema: “La digitalizzazione in chiesa e società in confronto tra le generazioni”
Fede – Speranza – Smartphone:
come possiamo congiungere la realtà sempre più diffusa di prendere decisioni attraverso algoritmi (I Big Data) con la libertà personale di ciascuno?

In Germania il dibattito sulla cosiddetta digitalizzazione è molto più avanti, soprattutto nei ultimi mesi. La vita quotidiana, sociale, politica e pure nel ambito della sanità è già nelle mani dei nuovi media, e la chiesa deve prendere posizione. Ma che voce ha la chiesa in merito? Non è la prima volta che la domanda si pone, già la Riforma non era pensabile senza i allora nuovi media (la stampa a caratteri mobili). Un numero recente della nostra rivista “Insieme” era dedicato a questo tema.
E poi esistono diversi pregiudizi attraverso le generazioni – “i giovani di oggi stanno sempre al computer e allo smartphone” / “i vecchi non sanno niente e sono indietro”, il dibattito voglia coinvolgere tutte le generazioni in confronto aperto su questa tematica.
La pastora presenta un riassunto del attuale dibattito in chiesa e società, poi tempo libero per altre riflessioni e dibattito. Come sempre i nostro incontri sono aperti a tutti e tutte che vogliono partecipare, portate volentieri amici!
Dopo il dibattito ci sediamo tutti intorno al tavolo per cenare insieme, una cena condivisa dove ognuno/a porta qualcosa di buono da mangiare insieme, nella splendida cornice del giardino di Villa Casalta.

 

Parola del giorno – Wort zum Tag

Parola della 2° domenica dopo Trinitatis – 21.06.2020

Versetto della settimana:

Cristo dice: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.
(Matteo 11,28)

Testi del giorno:

È bello celebrare il Signore e cantare le tue lodi, o Altissimo; proclamare al mattino la tua bontà, e la tua fedeltà ogni notte. (Salmo 92,1-2)

 

Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di avere tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, affinché di un solo animo e d’una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. (Romani 15,5-6)

 

Avantieri c’era la seduta del consiglio della nostra comunità. Non è sempre facile avere un medesimo sentimento tra di noi, lo constatiamo ogni volta di nuovo. Ma forse questo non è neanche la cosa più importante nel versetto di oggi – già nei tempi di Gesù leggiamo delle lite per chi è il più grande, di invidia, di non-comprensione. Nelle prime comunità non era diversa, come possiamo leggere nelle lettere del Apostolo Paolo quasi ovunque.

Importante e indispensabile è invece la seconda parte: “affinché di un solo animo e d’una stessa bocca glorifichiate Dio.” Perché dove va fatto questo, le diversità, le opinioni diverse, andranno al secondo posto. Non possiamo essere sempre di un medesimo sentimento, per questo forse siamo fin troppo umani – ma dovremo sempre essere in grado di lodare e ringraziare Dio come di una bocca sola, dal profondo del nostro cuore.

Anche l’essere grato a volte ci viene difficile. Quando il nostro sguardo cade su quel che l’altra ha e io no, siamo più invidiosi che grati. Soltanto quando riusciamo a pensare a quello che a noi stessi è stato regalato, o da quale disgrazia siamo stati protetti, la gratitudine può crescere.

Il Salmista collega gratitudine al canto di lode:

“È bello celebrare il Signore e cantare le tue lodi, o Altissimo;

proclamare al mattino la tua bontà, e la tua fedeltà ogni notte,

sulla lira a dieci corde e sulla cetra, con la melodia dell’arpa!

Poiché tu mi hai rallegrato con le tue meraviglie, o Signore;

io canto di gioia per le opere delle tue mani. Come sono grandi le tue opere, o Signore!

Come sono profondi i tuoi pensieri!” (Salmo 92,1-5)

 

Ringraziare e lodare il nostro Dio si può fare nel modo migliore con musiac e canti! Non lodiamo noi stessi, ma le grande opere del nostro Dio – che possiamo riconoscere nel Creato, nella storia, nella nostra vita stessa. E tornando alla guida della comunità: anche qui vale che tutto quel che facciamo lo facciamo per la gloria e lode di Dio, non per noi stessi, o perché siamo stati forzati. Perché è la SUA chiesa alla quale siamo costruttori, non la nostra piccola riunione, ma qualcosa di ben più grande.

Chi invece non apre la sua bocca alla lode di Dio, rischia che dalla sua bocca esce qualcos’altro, del proprio. E il nostro proprio spesso purtroppo non è divino, ma piuttosto umano, intreciso con invidia, gelosia, ironia e colpi bassi verso gli altri. Dove invece dalla mia bocca esce la lode a Dio, anche tutto il resto che esce dalla mia bocca si misurerà a quello.

“Sia la mia bocca piena della tua lode, ed esalti ogni giorno la tua gloria!” (Salmo 71,8)

“Siano gradite le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore in tua presenza, o Signore, mia rocca e mio redentore!” (Salmo 19,14)

Prima di tutto le mie parole stanno davanti a Dio, la lode e la critica, la gratitudine e l’ingratitudine. Lui vuole raccogliere i miei pensieri verso di Lui, affinché lode e gratitudine possano abitare nel mio cuore e così uscire dalla mia bocca.

Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di avere tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, affinché di un solo animo e d’una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo.

Amen…così sia.

 

 

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“Insieme contro il Covid-19”

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia
ha lanciato la campagna di raccolta fondi

Insieme contro il Covid-19

“Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 41:10)

Roma, 20 marzo 2020 – La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, con profondo sentimento solidale e diaconale, ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Insieme contro il Covid-19”, a sostegno dell’Ospedale Evangelico Betania di Napoli,e dell’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova, ai quali si sente particolarmente vicina in quanto sostenuti anche dalle nostre comunità di Napoli e di Genova. Su richiesta della Comunità Evangelica Luterana di Venezia estendiamo il nostro appello anche a favore dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, particolarmente sotto pressione.

Come Chiesa Evangelica Luterana in Italia, prendiamo tutte le precauzioni che ci ha impartito il Governo della Repubblica italiana, #restiamoacasa. Abbiamo sospeso i culti e i nostri pastori/e stando a casa si attivano in tutti i modi possibili per stare vicino alle loro comunità. La CELI vuole vivere il suo impegno da chiesa anche nel sostegno non solo spirituale di tutti coloro che sono impegnati 24/24 nel combattere la pandemia.

Caro donatore,
in base alla tua sensibilità e in base ai bisogni, ti chiediamo di sostenere

L’Ospedale Evangelico Betania, da sempre punto di riferimento di una vasta area del territorio, per continuare a garantire l’assistenza e le cure, necessita di nuove risorse sia umane sia strumentali. Nell’ospedale è stata allestita un’area “Critica” al posto degli ambulatori, attualmente chiusi, per accogliere temporaneamente i pazienti contagiati, ma l’Ospedale e tutto il personale sono impegnati ad assistere e curare anche centinaia di pazienti in altre patologie. Per sostenere l’Ospedale Evangelico Betania e gli oltre 450 operatori che vi lavorano, ma soprattutto per aiutare le tantissime persone che vi si rivolgono quotidianamente serve il vostro aiuto!

CLICCA SUL LINK SEGUENTE PER FARE UNA DONAZIONE

all’Ospedale Evangelico Betania

Via Argine, n. 604 – Napoli, IT – Tel. 081.5912159 – www.ospedalebetania.org

https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-ospedale-evangelico-villa-betania-napoli

Se invece vuoi contribuire a mezzo bonifico bancario, il beneficiario è la
Fondazione Evangelica Betania, IBAN: IT49O 03069 09606 100000105615

Caro donatore,
comprendere la fragilità dell’uomo, può essere la spinta per un nuovo impegno a servire amorevolmente il prossimo.

INSIEME CONTRO IL COVID-19

CONTIAMO ANCHE SU TE!

Laboratorio di recitazione

Formazione, comunicazione, arte e spettacolo

Frequentare un corso di recitazione significa imparare a conoscere i propri mezzi espressivi, acquistare maggiore sicurezza in se stessi, una maggiore scioltezza nel parlare e nell’agire. La ricerca e la comunicazione delle proprie emozioni, coadiuvate dallo studio di tecniche e stili, costituiscono il traguardo da raggiungere.
Un traguardo nell’affascinante mondo del teatro.

L’attore Corrado Oddi terrà il corso di recitazione.

I giorni e gli orari saranno definiti e comunicati dopo il 31 marzo, termine ultimo per le iscrizioni.

Il laboratorio prevede la messinscena, in aprile 2020, del racconto “Rosso verticale” di Linda Di Giacomo scelto come testo ispiratore della XX edizione del Concorso di Composizione.

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Corso di BLSD

Presso Villa Casalta, sede della Comunità, sabato 26 gennaio si è tenuto il corso di BLSD (Basic Life Support e Defibrillation) per l’addestramento all’uso del defibrillatore di cui la Comunità di è dotata.

Al corso hanno partecipato un gruppo di ex confermandi, insieme ad altri membri della Comunità e ai membri del Consiglio della Comunità, formato dalla pastora Kirsten Thiele, dal presidente Riccardo Bachrach, dalla vicepresidente Annette Brünger, dalla segretaria Christiane Groeben e dal tesoriere Leonardo del Giudice.

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Pronti a fare la nostra parte

Articolo di Gian Mario Gillio
Originale all’indirizzo riforma.it

Roma (NEV/Riforma.it), 7 gennaio 2019 – “Abbiamo affrontato i colloqui con l’equipaggio e le persone a bordo della Sea Watch con gratitudine, gioia, imbarazzo, anche tanta tristezza”, così ha detto la vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Christiane Groeben, raggiunta telefonicamente a Malta al termine dell’incontro con le persone ancora a bordo della Sea Watch 3.  Due imbarcazioni sono partite da Malta nell’ambito dell’Alleanza United4Med a sostegno della nave che ormai da molti giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo centrale il 22 dicembre scorso. Groeben è salita a bordo della Sea Watch 3 nella mattinata del 4 dicembre insieme a una delegazione di parlamentari europei tedeschi, di giornalisti internazionali e di attivisti della società civile.

“La FCEI – prosegue – ha recentemente siglato un accordo di partenariato con Sea Watch per dare concretezza alle sue attività umanitarie. Non eravamo sicuri di riuscire a incontrare le persone a bordo. Le loro condizioni di salute e psicologiche e l’affaticamento per l’estenuante navigazione non garantivano la possibilità di poter parlare con loro. La nostra visita quel giorno era condizionata anche dall’imminente cambio d’equipaggio: gli ospiti dovevano essere avvisati, sostenuti psicologicamente per l’allontanamento del personale amico e per il fatto che la discesa dalla nave era una condizione a loro negata”.

Malgrado le difficoltà l’incontro è poi avvenuto?

Hanno deciso di farlo. In quel momento loro si trovavano a poppa e noi in coperta. La delegazione – oltre alla mia rappresentanza come Federazione delle chiese evangeliche in Italia – era composta da cinque membri del Parlamento tedesco di diversi schieramenti politici e da un membro del Parlamento europeo. C’erano anche giornalisti e troupe televisive. Non è stato facile rispondere alle loro domande non potendo dare risposte certe, sia sul futuro sia su quando sarebbe finito il loro peregrinare, sul perché nessun paese civile e democratico volesse accoglierli dando loro un porto sicuro.

Tra le storie ascoltate ne ricorda una in particolare?

Quella di un ragazzo sedicenne, partito dalla Guinea e sedicesimo figlio della quarta moglie del padre, che per via della povertà e dei pochi mezzi di sostentamento a disposizione ha deciso di fuggire dal suo paese con la speranza di poter trovare condizioni di vita migliori e per poter aiutare la sua famiglia. Al di là dei singoli racconti le persone incontrate mostravano serenità e molta gratitudine verso l’equipaggio che ha fatto un ottimo lavoro di accompagnamento medico e psicologico soprattutto ai bambini spaesati dalla lunga permanenza in nave e per la presenza delle navi di sostegno, viste inizialmente come minacce per possibili rimpatri.

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